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  • La Dott.ssa Antonella Peppe è Dirigente Medico presso Fondazione Santa Lucia. Neurologo con specifiche competenze cliniche, elettrofisiologie e riabilitative sulla malattia di Parkinson. Maggiori informazioni sono disponibili alla pagina dedicata della centro IRCCS.

     

    1) Domanda Equistasi:
    Gentile Dott.ssa Peppe la ringraziamo per la disponibilità e per averci concesso questa intervista. Partiamo subito dallo studio clinico condotto da lei e dalla Fondazione Santa Lucia: come lo spiegherebbe, in maniera semplice e sintetica, alle persone interessate all’argomento?

    1) Risposta Dott.ssa Peppe:
    Molto semplicemente – e non me ne vogliano i colleghi che studiano questi aspetti – lo stimolo vibratorio ad alta frequenza può andare a modulare la risposta di quei sensori (recettori) che si modificano con la richiesta di allungamento e /o di accorciamento del muscolo.
    Nella Malattia di Parkinson il problema della rigidità, così come di tutti gli altri sintomi motori, dipende da una disregolazione dei Nuclei della Base che arriva sempre al muscolo, quindi un qualcosa che agisca direttamente sul fuso neuro muscolare, non guarisce però di certo aiuta.

    Ormai è sempre più chiaro che la Malattia di Parkinson si manifesta con sintomi non direttamente legati alla mancanza della dopamina, ed anche gli stessi sintomi motori non sempre rispondono alla terapia standard con la levodopa. Mi riferisco in particolare al sintomo della instabilità posturale, quello che porta alle cadute.

    2) Domanda Equistasi:
    Parliamo dei primi risultati di questo studio. Sono confortanti? Possiamo dirci soddisfatti degli effetti del dispositivo Equistasi? Che cosa indicano?

    2) Risposta Dott.ssa Peppe:
    Diciamo che i primi risultati sono confortanti, è vero, abbiamo un discreto miglioramento di quella componente del passo che più di altri è alterata, ovvero il doppio appoggio, dove si deve andare a valutare non la sua parte statica (l’appoggio: stance), ma la sua parte, diciamo, dinamica: il doppio appoggio è la “conditio sine qua” per iniziare un nuovo passo, è la ritmicità del passo, l’elemento “riflesso” non volontario del passo stesso.

    Naturalmente questi sono dati preliminari, ma come ripeto sono molto incoraggianti. Penso che in futuro bisognerà valutare l’efficacia del dispositivo dopo 1-2 anni.

    3) Domanda Equistasi:
    Non molti ricercatori Italiani riescono a veder accettato un abstract scientifico da MDS. I vostri primi risultati con il dispositivo Equistasi sono invece stati pubblicati nel poster 1405 del congresso svolto a Vancouver, a Giugno di quest’anno. State già lavorando per il MDS Congress dell’anno prossimo?

    3) Risposta Dott.ssa Peppe:
    La presentazione degli abstract è una vetrina e per il ricercatore è anche un punto intermedio, per tirare le prime somme e poi andare avanti nel lavoro magari modificando alcuni aspetti meno importanti del protocollo.
    Ritengo che la cosa più importante in assoluto sia la pubblicazione su riviste internazionali, ed in questo caso vedere se le persone con questo dispositivo traggono veramente vantaggio.

    4) Domanda Equistasi:
    Lei è stata una delle prime persone a credere nelle potenzialità del dispositivo Equistasi nella terapia dei pazienti affetti da Malattia di Parkinson. Alla luce di questi primi risultati, crede che l’utilizzo della tecnologia rivesta un ruolo significativo?

    4) Risposta Dott.ssa Peppe:
    Allora, io sono un clinico-ricercatore che veramente da una vita si occupa di Malattia di Parkinson. Da circa 22 anni lavoro in un centro di riabilitazione. Secondo me esistono anche degli altri sistemi del SNC che non direttamente, ma indirettamente, possono essere coinvolti, magari non nei primi stadi di malattia, nella Malattia di Parkinson. Mi riferisco per esempio al sistema vestibolare che a livello corticale raggiunge l’area SMA, già da tempo coinvolta nella Malattia di Parkinson.

    E allora perché non andare a modulare con il dispositivo Equistasi quel sistema che sta all’interno del muscolo e che regola l’allungamento e l’accorciamento dei muscoli stessi? È, come dire, dare una mano ad un Sistema Nervoso Centrale che lavora con difficoltà.

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