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  • Da una ricerca tutta italiana nel campo delle nanotecnologie è nato Equistasi, un piccolo dispositivo indossabile, in grado di ottimizzare il sistema neuromuscolare.

    Il video pubblicato da Benessere.com illustra, in modo semplice e opportuno, le modalità di applicazione e fruizione del dispositivo, dando voce a esperti della materia e professionisti del settore riabilitativo, come il Dott. Paolo Paone, il Dott. Gianluigi Carioni e la CEO dell’azienda, Milena Baroni.

    Dal punto di vista effettivo, il medical device una volta applicato sulla pelle come un cerotto, sfrutta l’energia termica per produrre una leggera stimolazione meccanica di tipo vibratorio, che agisce sul sistema nervoso periferico e provoca un miglioramento del controllo motorio.

    In passato, il processo di riabilitazione non era così snello: infatti, consisteva in lunghe sedute a cadenza quotidiana, da svolgersi in centri specializzati, con l’ausilio di macchinari ingombranti. Grazie a Equistasi, oggi, il paziente non è sottoposto ad alcun vincolo o barriera ma è in grado di seguire la terapia in maniera autonoma, anche mentre sta svolgendo le sue normali attività quotidiane (come andare in piscina per l’idrochinesiterapia).

    Dal punto di vista medico-scientifico, le evidenze suggeriscono l’effettiva azione del dispositivo nel trattamento delle malattie del sistema nervoso e della sfera del controllo motorio, come il Parkinson, la Sclerosi Multipla e le Atassie. Uno studio recente condotto dal Dott. Daniele Volpe, Dirigente Medico presso l’Unità Operativa semplice di Neuroriabilitazione dell’Istituto Ospedaliero Riabilitativo Fatebenefratelli di Venezia, ha infatti confermato – con evidenza scientifica – che il dispositivo medico Equistasi migliora l’equilibrio dei pazienti, riducendo dell’80% il tasso di cadute. Questa è una delle conseguenze più spiacevoli della malattia, che condiziona pesantemente la quotidianità dei pazienti e la cui conseguenza sono le frequenti cadute, spesso causa di fratture che necessitano di un ricovero ospedaliero.

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    (Intervista, riprese e montaggio del video a cura di Silvia Valenti)