Il paziente, sempre più protagonista del processo terapeutico

Il ruolo del paziente nel processo terapeutico ha subito una profonda evoluzione. Il paziente non è più un soggetto passivo, ma attivo e partecipe del proprio percorso diagnostico e terapeutico.

Il paziente si informa sulla propria patologia e sui progetti di ricerca, formula richieste, condivide le proprie esperienze personali via forum e social media, prende parte alle attività associative.

Quali sono i vantaggi di questo cambiamento? Il paziente agisce da protagonista ben informato sulla propria malattia e richiede un coinvolgimento attivo delle figure mediche implicate nel processo.

Rendere il paziente partecipe nei processi di terapia e riabilitazione aumenta la sua fiducia nelle terapie proposte e, al tempo stesso, il senso di responsabilità nella fruizione dei servizi. Inoltre, comporta, da parte dell’organizzazione sanitaria, l’impegno per migliorare la qualità dell’offerta. Attraverso la condivisione del piano di terapia, fisioterapia e riabilitazione del paziente, l’assistenza delle figure mediche, il feedback che il paziente propone sulla qualità dei servizi, è possibile realizzare il principio della centralità della persona.

Quali sono le sfide che porta con sé questa evoluzione? Paziente, medici, specialisti e fisioterapisti devono collaborare attivamente. Gli attori coinvolti devono poter accedere a tutte le informazioni disponibili.

Promuovere l’empowerment significa dotare pazienti, caregiver e familiari delle risorse necessarie per gestire la vita quotidiana convivendo con la malattia a livello fisico, emozionale e sociale.

“La formazione degli operatori sanitari riveste un ruolo fondamentale, facendo acquisire loro una maggiore competenza e migliorando in termini di efficacia, efficienza e appropriatezza le prestazioni sanitarie. Porre attenzione ai processi del cambiamento del mondo di oggi e all’introduzione di nuove metodologie consente di offrire ai pazienti una risposta più adeguata alle loro esigenze terapeutiche, restando al passo coi tempi. La sinergia di approfondimento e apprendimento culturale e scientifico è ormai diventato un binomio inscindibile in cui tutti gli attori, pazienti compresi, sono parte attiva nel processo del cambiamento. Ritengo, personalmente, che questa sia la strada giusta per migliorare la gestione del processo terapeutico e del problem solving, che spesso si presenta nel corso di patologie complicate.”
– Francesco Serio, dottore fisioterapista presso il Dipartimento di Riabilitazione ASL Taranto

Qual è il ruolo di Internet? Quale contributo può offrire al paziente, ai familiari e alle figure mediche coinvolte? Una maggiore conoscenza si può tradurre in una migliore gestione del processo terapeutico a livello fisico, emozionale e sociale.

Nell’era delle informazioni accessibili e reperibili da tutti, è importante non dimenticare che alcuni non possiedono le conoscenze necessarie per poter selezionare ed interpretare le informazioni che il Web mette a disposizione. Le tematiche relative alla salute sono complesse e come tali devono essere commentate da professionisti in grado di esaminare, comprendere ed interpretare i sintomi in maniera pertinente.

All’interno del processo terapeutico però, il paziente deve essere messo in grado di comprendere e agire, attraverso la reciproca condivisione di informazioni e la trasmissione di conoscenze. Il paziente deve poter comprendere la strategia terapeutica proposta e definita, così come la sua condizione personale. È quindi corretto che il paziente, i caregiver e i familiari, in quanto soggetto attivi, si informino anche in maniera indipendente e tramite Internet, consapevoli che potranno avvalersi di una comunicazione aperta e comprensibile con gli esperti.

Una maggiore conoscenza da parte del paziente, dei caregiver e dei familiari si può tradurre in una generale migliore gestione del processo terapeutico a livello fisico, emozionale e sociale. Al contempo, conoscere le esperienze di malattia e le difficoltà incontrate nel quotidiano dagli stessi attori, può consentire la formulazione di soluzioni da parte delle figure mediche e fisioterapiste coinvolte.

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